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1949 - 1962
La Storia
E’ stata, e continua ad essere, il segno di una capacità di innovazione continua che probabilmente neanche il fondatore storico della Rasiom, il cavaliere Angelo Moratti, avrebbe immaginato.
Una realtà che può a ben diritto essere considerata come il motivo del “superamento della povertà” ad Augusta e nel territorio circostante. Augusta e la sua raffineria, come l’industrializzazione complessiva nel siracusano, sono state oggetto di studio da parte di economisti e sociologi. Il più completo studio, ricco di dati statistici, fu pubblicato nel 1961 da Flaccovio Editore e fu curato da un giovane magistrato e un giovane ingegnere dell’epoca, recentemente scomparsi, l’allora pretore di Augusta Severino Santipichi e l’ingegnere augustano Giovanni Vaccaro, autori del saggio “Augusta, Industrializzazione in Sicilia”.
Severino Santiapichi più tardi passerà alla storia come il presidente della Corte d’Assise di Roma che negli anni ottanta processò esponenti di spicco delle Brigate Rosse. Nel volume appena ricordato è stata tracciata l’evoluzione economica e sociale di una città - Augusta - che divenne anche simbolo, dal 1960 in poi, del boom economico italiano, il più significativo del riscatto sociale di un pezzo di sud.
La storia di Angelo Moratti e quella di Augusta sono correlate. Un legame che si definisce attraverso la fine della Seconda Guerra Mondiale, lo sviluppo del porto di Augusta al centro del Mediterraneo e il piano Marshall. Nel 1949, quando Angelo Moratti ed i suoi collaboratori, con spirito d’iniziativa e capacità di immaginazione, cominciarono a costruire la raffineria a sud del fiume Marcellino.
Al convegno sui fondi ERP (European Recovery Program), che si era tenuto a Catania dal 5 all’8 agosto del 1948, era scaturita la proposta di destinare i due terzi delle risorse al Mezzogiorno e, in particolare, alla Sicilia che aveva i più bassi redditi da lavoro. Degli oltre dodici miliardi e novecento milioni di dollari di fondi ERP arrivati in quattro anni in Europa, l’Italia ne ricevette più di un miliardo e duecento milioni. Questi soldi, aggiunti agli incentivi statali e regionali, furono per la Sicilia un potente stimolo; e gli effetti non tardarono a prodursi. In sette anni, tra il 1945 e il 1952, nell’isola furono finanziati con circa diciassette miliardi di lire progetti per realizzare impianti industriali del valore complessivo di oltre ventinove miliardi.
Rasiom costruì, partendo da impianti dismessi di una vecchia raffineria nel Texas, tre impianti di Reforming, e quattro di Topping, sempre nell’ambito di produzione di carburanti ed altri derivati dal petrolio.


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1962 - 1998
Nel 1960 cessò l’attività commerciale diretta della Rasiom: il passaggio alla ESSO venne perfezionati nel 1962 anche se la Rasiom rimase operativa come società fino al 1972, anno in cui fu incorporata nella Esso Italiana.
Nel 1948, alla costituzione, la società aveva un capitale sociale di dieci milioni di lire. Già nel 1950 il capitale fu elevato a cinquecento milioni, mentre sul versante degli investimenti dai tre miliardi del 1951 si passò ai tredici miliardi del 1955, anno in cui il capitale sociale era già di due miliardi, per arrivare ai cinque miliardi del 1959, anno in cui gli investimenti nella raffineria arrivano a ben venticinque miliardi. Alla fine degli anni Cinquanta il personale diretto raggiunse gli oltre settecento dipendenti, un livello che si terrà più o meno costante per i decenni successivi.
Dal 1962 al 1998 le lavorazioni del petrolio e le produzioni derivate si affinavano costantemente raggiungendo alti standard qualitativi con altri Topping, impianti di Lubrificanti e di estrazione dello zolfo.


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1998 - 2018
La Raffineria di Augusta oggi presenta una configurazione estremamente flessibile con una grande capacità di conversione per la produzione di carburanti (quali benzina, kerosene, gasolio) unita a due treni di produzione di basi lubrificanti di rilevanza mondiale. A questi punti forti si aggiunge anche una strategica posizione di mercato per l’esportazione di asfalti e paraffine.
Impianti complessi di cracking catalitico, alkilazione con acido fl uoridrico, reforming catalitico, desolforatori e impianti di conversione dello zolfo, nonchè di un parco di oltre 280 serbatoi di stoccaggio e 2 pontili nella rada del porto confermano la Raffineria di Augusta un sito produttivo fra i più importanti nella filiera petrolifera nazionale e internazionale con una produzione annuale media di circa 1700 kT di benzina e 2900 kT di gasolio, cui si aggiungono le produzioni annuali di circa 800 kT di basi lubrificanti e 900 kT di asfalti.
Situata al centro del Mediterraneo si avvantaggia della vicinanza a diverse fonti di greggio (Nord Africa e Mar Caspio) e della possibilità di servire i mercati emergenti di Africa ed Asia.


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2018
La raffineria di Augusta, assieme ai Depositi costieri di Napoli, Palermo ed Augusta, dal primo dicembre 2018 è entrata a far parte del gruppo algerino Sonatrach (acronimo di “Società Nazionale per la ricerca, la produzione, il trasporto, la trasformazione e la commercializzazione degli idrocarburi”), società a capitale pubblico dello Stato nord africano, a cui l’ha ceduta la ExxonMobil che per decenni (prima sotto il marchio Esso, poi ExxonMobil) ne è stata titolare.
Sonatrach ha costituito in Italia (detendone il 100% delle quote attraverso la Sonatrach Petroleum Investment Corporation B.V.) la Sonatrach Raffineria Italiana S.r.l., società con sede centrale ad Augusta.


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Sonatrach Raffineria Italiana · 1981
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