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1948 - 1950
L'alba dell'industrializzazione: nasce la RASIOM
Nel 1948 Angelo Moratti si associa con Giorgio Enrico Falck e viene costituita la RASIOM (Raffinerie Siciliane Oli Minerali). Tra il 1948 e il 1949 Moratti acquista in Texas un impianto di raffinazione dismesso, lo smonta e lo trasporta via mare fino a Siracusa, poi trasferito ad Augusta, dove viene rimontato. Nell'agosto del 1950 la raffineria entra in produzione, ricevendo il primo carico di greggio proveniente dal Medio Oriente dando occupazione a 650 dipendenti.
La raffineria texana, con una capacità di 450.000 tonnellate annue di trattazione primaria, venne scelta perché, pur essendo modesta per gli standard americani, non risultava arretrata rispetto alla media delle installazioni italiane dell'epoca.

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1954 - 1960
Gli investimenti nella chimica di base
Tra il 1954 e il 1960 iniziano massicci investimenti industriali nel campo della chimica di base, trasformando progressivamente l'area da vocazione agricola a polo industriale. Tra il 1956 e il 1959 l'area fu oggetto di investimenti per un totale di 130 miliardi di lire, con finanziamenti erogati dalle sezioni speciali degli istituti di credito regionali, in primis il Banco di Sicilia.
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1954 - 1956
Edison entra in scena: S.In.Cat e Celene
Nel 1956 sul litorale di Priolo Gargallo nacque il complesso industriale della SINCAT (Società Industriale Catanese) del gruppo Edison, che sostituì una premiata azienda agricola produttrice di frutta. Il primo piano di investimento, per 9 miliardi di lire, si concluse nel 1958 impiegando circa 1.200 operai. La seconda fase, da 10 miliardi, si concluse nel 1960; gli operai addetti divennero 3.100 nel 1961 fino a raggiungere le 3.500 unità lavorative.
La SINCAT si occupava di chimica inorganica con produzione di acido nitrico, acido fosforico e fertilizzanti; agli inizi degli anni sessanta la produzione di fertilizzanti raggiungeva le 800.000 tonnellate e quella di prodotti chimici le 500.000 tonnellate.
Nel 1957 nacque l'importante stabilimento della CELENE S.p.A. per la produzione di polietilene, frutto di un rilevante investimento privato di 29 miliardi di lire da parte di capitali nazionali (Edison) ed esteri (Union Carbide Corporation), che iniziò con 400 dipendenti raggiungendo rapidamente 600 unità. La CELENE operava in sinergia con la SINCAT che le forniva materie base quali il propilene e l'etilene


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1960 - 1966
Dall'espansione dei gruppi Edison e Montecatini alla nascita di Montedison
Le attività del gruppo Edison e della Montecatini determinano un'ulteriore espansione del polo petrolchimico di Priolo. Vengono progressivamente sviluppati i cicli della chimica di base, della petrolchimica e del cloro-soda. Nel 1966 Edison e Montecatini confluiscono nella nuova società Montedison.
Gli stabilimenti produttivi si trovavano a Brindisi, Novara, Porto Marghera e Priolo Gargallo. Il sito siciliano divenne uno dei centri nevralgici dell'intero gruppo, con investimenti massicci in tecnologie all'avanguardia per l'epoca.

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1968 - 1969
CELENE
A seguito dell'uscita di Union Carbide, CELENE viene incorporata nella SINCAT, dando origine a un unico complesso industriale. Il complesso SINCAT-CELENE entra successivamente nell'orbita Montedison.
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1970 - 1972
Il consolidamento Montedison
Dopo l'incorporazione di CELENE nella SINCAT nel 1969, il complesso industriale viene progressivamente ricondotto nel perimetro Montedison. Nel 1972 la SINCAT viene incorporata in Montedison, completando il passaggio del complesso industriale sotto il controllo del gruppo.
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1980 - 1981
ICAM: il grande impianto di etilene
Tra il 1980 e il 1981 entra in esercizio l'impianto ICAM (Impresa Congiunta Anic-Montedison), un imponente impianto di cracking a Priolo gestito in cooperazione tra la chimica pubblica e privata, sviluppato su una superficie di 10 ettari con una capacità progettuale di circa 560.000 t/anno di etilene, 375.000 t/a di propilene e 260.000 t/a di miscela butadiene. Il 19 maggio 1985 un incidente causa importanti danni all'impianto, che viene ricostruito a tempo di record rientrando pienamente in funzione nel 1986.
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1987
Il nuovo polietilene lineare
Nel 1987 venne realizzato un nuovo impianto di Polietilene lineare ad alta tecnologia, rafforzando ulteriormente la capacità produttiva del polo siracusano nelle materie plastiche.
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1988 - 1989
Nasce Enimont: la grande alleanza
Nel 1988 Eni e Montedison costituiscono la joint venture Enimont (40% Eni, 40% Montedison, 20% mercato), operativa dal 1° gennaio 1989. Eni e Montedison conferiscono alla joint venture le rispettive attività chimiche, comprendendo gli asset destinati al perimetro Enimont del sito di Priolo.
Enimont si configura come uno dei maggiori gruppi chimici italiani, con circa 50.000 dipendenti e un fatturato dell'ordine di 15.500 miliardi di lire. Le attività chimiche del polo di Priolo rientrano nel perimetro Enimont attraverso le società operative del gruppo.
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1990
Eni rileva tutto
A seguito dello scontro societario con Raul Gardini, nel novembre 1990 Montedison cede la propria partecipazione in Enimont a Eni per 2.805 miliardi di lire, consentendo a Eni di assumere il controllo esclusivo della società. Il 18 gennaio 1991 Enimont cambia denominazione in EniChem S.p.A.

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1991 - 1993
La riorganizzazione – Enichem
A seguito dell'acquisizione del controllo esclusivo di Enimont da parte di Eni, le attività chimiche e petrolchimiche del gruppo vengono progressivamente riorganizzate sotto EniChem e le altre società operative del gruppo. Gli impianti del polo di Priolo vengono ricondotti al nuovo perimetro societario attraverso differenti operazioni di riorganizzazione e conferimento, con una successione che varia in funzione dei singoli impianti.
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1995 - 2002
L’era Polimeri Europa e il riassetto Eni
Nel 1995 EniChem e Union Carbide costituiscono Polimeri Europa (joint venture 50/50) focalizzata inizialmente sul business delle resine di polietilene. Nel 2001 EniChem acquisisce da Union Carbide il restante 50% di Polimeri Europa, portando la società al 100% di proprietà EniChem. Dal 1° gennaio 2002 EniChem conferisce a Polimeri Europa le attività chimiche strategiche relative ai business “Olefine e aromatici”, “Intermedi” e “Stirenici ed elastomeri”, comprese quelle svolte nel sito di Priolo.
Parallelamente, nel 2002 Eni e ERG conferiscono rispettivamente la raffineria ex-Agip di Priolo e la raffineria ISAB di Melilli nella nuova società ERG Raffinerie Mediterranee, dando origine all'integrazione dei due complessi di raffinazione.

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2003 - 2005
Fermate e dismissioni
Nel 2001 il business dei Poliuretani viene ceduto da EniChem a Dow Chemical. Lo stabilimento Dow di Priolo viene successivamente posto fuori esercizio e la chiusura definitiva dell'impianto è formalizzata il 1° aprile 2004.
Dal 1° maggio 2003 EniChem S.p.A. cambia denominazione in Syndial S.p.A., società progressivamente focalizzata sulla gestione delle attività ambientali, delle bonifiche, delle dismissioni e degli asset non strategici del gruppo Eni.
Nel 2005 viene definitivamente chiuso l'impianto Cloro-Soda di Priolo. L'impianto di Ossido di Propilene viene anch'esso dismesso nell'ambito del progressivo ridimensionamento delle produzioni chimiche del sito, ma non si indica una data puntuale in assenza di una fonte primaria sufficientemente documentata
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2012
Da Polimeri Europa a Versalis
Il 5 aprile 2012 Polimeri Europa cambiò nome in Versalis S.p.A., nell'ambito di un progetto di rilancio e internazionalizzazione del gruppo, concentrandosi su 4 settori: stirenici, polietileni, fenoli e derivati, elastomeri.
Il nome "Versalis" fu scelto per superare i confini geografici e di azione insiti nel nome Polimeri Europa, esprimendo al meglio il nuovo approccio della società richiamando il concetto di universalità, globalità, presenza capillare, stabilità e sicurezza.
Settantacinque anni di storia industriale hanno trasformato un'area agricola della Sicilia orientale in uno dei principali poli industriali e petrolchimici del Mediterraneo. Nonostante le attività industriali si siano ridotte notevolmente dalla metà degli anni ottanta, il polo continua a rappresentare un insediamento industriale di rilevanza nazionale.
Dal pionieristico gesto di Angelo Moratti nel 1950 fino all'attuale Versalis, passando attraverso i grandi nomi dell'industria italiana - Edison, Montecatini, Montedison, Eni - il sito di Priolo rappresenta uno spaccato della storia industriale italiana, con le sue ambizioni, i suoi successi, le sue contraddizioni e le sue sfide ambientali.
Oggi Versalis opera a livello globale offrendo un'ampia gamma di prodotti e soluzioni per diversi settori di mercato. Versalis è impegnata in un percorso di trasformazione verso una chimica del futuro basata su specializzazione del portafoglio, circolarità e biochimica con l’obiettivo di traguardare target di decarbonizzazione in linea con le strategie di Eni.

Tappe storiche
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1950
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1954
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1960
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1988
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1990
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2002
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2012
L’archivio
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