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Leone La Ferla

Leone La Ferla
  1. 1700

    L’inizio dell’impresa

    Iacobo La Ferla avvia l’attività come mastro di carcara, fabbricante e venditore di calce ad Augusta, dando vita a una tradizione familiare. Come leggiamo in un documento del 18 Ottobre del 1724 nel quale: ”Iacobo La Ferla vende a fra' Carmelo Mangano dell'ordine dei Carmelitani salme 30 di calce "netta di pietre e crudame" da consegnare "subtus maritima S.ti Dominici et delata in d.o conventu in die quarto novembris". Al prezzo di tt.3,5 a salma. [ASS not. Mangano bast. 427]

    Leone La Ferla, 1700
  2. 1800

    Le nuove leggi in materia di salubrità dell’aria

    Con la riforma amministrativa voluta durante la riorganizzazione burocratica del Regno Borbonico, vennero emanate delle nuove disposizioni in materia sanitaria e di “polizia urbana”. Tra i vari provvedimenti, nel 1829 il Decurionato di Augusta deliberò il nuovo Regolamento nel quale si proibisce di costruire nuove fornaci entro il raggio delle due miglia di distanza dal centro abitato, mentre lo consente nella Marina di Ponente.

    Nel 1837 scoppia un’epidemia dI colera e vengono emanate ulteriori norme in materia sanitaria. Tra esse, quella datata 11 ottobre 1843 in cui il Sottintendente del Distretto di Siracusa scrisse al Sindaco di Augusta che le fornaci dovessero spostarsi al di fuori del centro abitato. Così le fornaci furono spostate nell’area della Marina di Ponente. Nel frattempo nasce il Regno d’Italia e vengono emanati ulteriori provvedimenti che impongono ai Comuni un’estrema cura nell’esercizio delle attività legate all’uso del fuoco e all’emissione dei fumi.

    Nel 1883 la Giunta comunale di Augusta, al fine di provvedere allo sviluppo di una delle principali industrie del Comune, decide di chiedere alla Capitaneria di porto di Catania la concessione per 30 anni di una vasta area sita in Corso Croce, dove peraltro esisteva già una fornace. Nel 1896, nell’ambito della stessa area, in località Palma, Giuseppe La Ferla è già presente con le sue fornaci.

    Leone La Ferla, 1800
  3. 1900-1949

    La nascita degli impianti a fuoco continuo

    Nel 1905 la ditta "Giuseppe La Ferla Passanisi e figli" risulta iscritta per la prima volta alla Camera di Commercio di Siracusa come fabbrica di calce grassa.

    Tra il 1917 e il 1925 la famiglia La Ferla acquista i terreni a Piano della Fiera, dove nasce la nuova fabbrica.

    Nel 1926 la vecchia ditta "Giuseppe La Ferla Passanisi e figli, fabbrica di calce e gesso" si trasforma in "Cugini La Ferla fabbriche riunite Calce".

    Nel 1928 la Marina Militare fa richiesta di acquisto di una vasta area, proprio il Piano della Fiera, sia al Comune che ai privati (tra cui i La Ferla) per costruirvi infrastrutture militari e civili di servizio. Così il 24 marzo 1928 la Marina Militare acquista l’area della fornace La Ferla.

    Nel corso dello stesso anno 1928, a Corso Croce, nasce la nuova fornace con gli impianti a fuoco continuo che segnano la svolta nella produzione di calce nella città megarese.

    Come si legge dall’Archivio Notarile distrettuale, not. Amato Bartolomeo, anno 1926, la ditta stipula una convenzione con le Ferrovie dello Stato per poter trasportare e ricevere merce per mezzo di vagoni ferroviari.

    Nel 1939 Giuseppe La Ferla, che di fatto era il titolare, decide di ritornare all'antica denominazione "Giuseppe La Ferla Passanisi e figli".

    Nel 1940 Leone Costantino La Ferla (1902-1979), figlio di Giuseppe, rilevò le quote dei fratelli e costituì la ditta "Leone La Ferla" fabbrica di calce, attuale denominazione dell'azienda.

    Dopo la Seconda Guerra Mondiale la richiesta di calce aumentò molto, tanto che la ditta "Leone La Ferla" decise di abbandonare la produzione di laterizi per dedicarsi alla sola produzione di calce.

    Leone La Ferla, 1900-1949
  4. 1960-1963

    Il boom economico

    Con l'arrivo degli anni '60 arriva per l'azienda un momento cruciale. Il boom urbanistico e le nuove costruzioni che insistono nella zona delle fornaci di Corso Croce, insieme all'obsolescenza di queste ultime, inducono i vertici aziendali a pianificare un rinnovamento e uno spostamento dell'opificio industriale.

    Nel 1963, grazie al contributo di Istituti Pubblici Finanziatori, viene varato un importante piano di investimenti per la realizzazione di un moderno e più efficiente complesso industriale.

    La nuova localizzazione fu studiata attentamente tenendo conto di due esigenze precise: la distanza dal centro abitato e la disponibilità della materia prima, il calcare, in situ.

    Leone La Ferla, 1960-1963
  5. 1963

    Verso l’attuale stabilimento

    La scelta cadde su Contrada Petraro, tenere di Melilli. Il 1° aprile 1963 cominciarono i lavori di edificazione del nuovo opificio industriale per la produzione di calce viva in zolle e calce idrata, che sarebbe entrato in esercizio, inizialmente solo per la calce in zolle, esattamente un anno dopo. Intanto continuano i lavori di completamento dell'impianto di idratazione. Complessivamente i costi per la costruzione del nuovo stabilimento ammontarono a 550 milioni di lire, con un finanziamento da parte dell' I.R.F.I.S e con un contributo a fondo perduto della Cassa per il Mezzogiorno.

    Dal 1964 in poi la Leone La Ferla attua una nuova e vigorosa strategia commerciale che mette in crisi gli altri produttori locali di calce: così a Siracusa e provincia, a causa della forte concorrenza, cessano le produzioni dei piccoli fabbricanti di calce.

    Leone La Ferla, 1963
  6. 1960-1979

    Nuova linfa all’azienda

    Quando il 1° maggio 1965 si inaugurava il nuovo stabilimento di Contrada Petraro a Melilli, in Sicilia gli stabilimenti per la produzione di calce erano undici, e più precisamente: ANTONINO ANCIONE spa (Ragusa), ABCD spa (Ragusa), SACCS spa (Siracusa), SICIS spa (Melilli), LEONE LA FERLA (Melilli), SACED spa (Catania), ICED spa (Rometta Romea), SICILCALCE spa (Bagheria), AIGI spa (Palermo), FOCAT spa (Valderice), F.LLI VIRGILIO spa (Menfi). Tutte le sopracitate aziende hanno cessato la loro attività, tranne la Leone La Ferla che attualmente resta l'unica Società produttrice di calce della Sicilia, insieme alla controllata catanese SACED spa.

    Il 28 ottobre 1969 la ditta "Leone La Ferla", iscritta dal 1940 alla Camera di Commercio di Siracusa, viene trasformata in Società per Azioni.

    La Società, tra il 1965 e il 1976, diventò la più forte esportatrice italiana di calce idrata verso la Libia, che utilizzava la calce per ricostruire le abitazioni distrutte durante la guerra.

    Leone La Ferla, 1960-1979
  7. 1970-1989

    Le quattro fasi di potenziamento cruciali

    Lo stabilimento ha subìto quattro fasi di potenziamento nel corso del tempo: la prima, tra il 1971 e il 1974, con raddoppio dell'impianto di idratazione, costruzione dell'impianto cava e aggiunta di una terza linea di produzione. La seconda, dal 1981 al 1984, ha visto la trasformazione dei forni da olio combustibile a gas metano e la costruzione di un impianto per la produzione di grassello di calce. La terza, negli anni 1987-88, ha introdotto un impianto di palettizzazione automatizzato e un forno Maerz innovativo per la produzione di calce. La quarta, tra il 1992 e il 1994, ha implementato un nuovo impianto di idratazione, una stazione di supervisione informatizzata, nuove macchine insaccatrici e un impianto di termoretrazione, migliorando la capacità e la qualità della produzione di calce idrata.

    Leone La Ferla, 1970-1989
  8. Dal 2000 ad oggi

    Verso l’automazione

    Investimenti e sviluppo che vanno dal 2000 ad oggi: nel 2005 viene implementato l’impianto di pallettizzazione automatizzato con robot cartesiano, migliorando la produttività e l’efficienza. Nel 2017 si passa all’automazione dell’impianto di frantumazione da sala di controllo centralizzata. Nel 2019 viene fatto un importante revamping del sistema di controllo, rete fabbrica e sala centralizzata.

    Leone La Ferla, Dal 2000 ad oggi

L’archivio