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1974
Nasce il Consorzio Industriale per la Protezione dell'Ambiente (CIPA)
A partire dalla metà degli anni Settanta si incrociano due congiunture che mettono in crisi il modello industrialista: da una parte la crisi legata all’inversione del ciclo chimico nazionale e alle conseguenze internazionali dell’embargo sul petrolio; dall’altra, a seguito di alcuni eco-incidenti sia locali che nazionali, si sviluppa la consapevolezza di un impatto negativo della produzione industriale sull’ambiente, che fa vacillare il clima ottimistico generato dal miracolo economico incentrato sul binomio occupazione/sviluppo. In questa fase il tema della rilevazione degli indicatori ambientali e sanitari dell’inquinamento s’intreccia con quello della sanzione giuridica dei reati ambientali.
È in questo periodo che nascono le prime normative sul controllo dell’inquinamento atmosferico in principio con la famosa legge “antismog” n. 615 del 13 luglio 1966 intitolata “Provvedimenti contro l'inquinamento atmosferico”.
In questo clima all’interno dell’area Montedison il consiglio di fabbrica costituisce la prima commissione sull’ambiente. Nel novembre 1972 Assindustria ( oggi Confindustria), presidente l’avv. Ugo Gianformaggio, decide di intervenire nel settore. Costituisce così una commissione di tecnici ed esperti per elaborare un programma idoneo ad affrontare i problemi dell’ecologia. Nell’agosto del 1973 l’iniziativa trova una prima risposta concreta nell’acquisto di un laboratorio mobile, attrezzato per il rilevamento della qualità dell’aria. Il 27 settembre del 1974 nasce a Siracusa il Consorzio Industriale per la Protezione dell’Ambiente (CIPA). Gli allora firmatari erano il presidente di Assindustria Gianformaggio vera anima del progetto, (per procura speciale) Cesare Perelli - Montedison, Guglielmo Ferrarini - Esso e Vito Luigi Santoro - Liquichimica.
Nel documento di costituzione si parla della nascita di un’associazione che abbia come oggetto l’installazione e la gestione di una rete di stazioni di rilevamento delle condizioni di inquinamento atmosferico e di un centro di elaborazione dati nella zona industriale della provincia di Siracusa.
Successivamente, all’art. 4, si delibera il nome del primo presidente del CIPA ovvero il prof. Giuseppe Zerbo che ha guidato il consorzio per oltre trent’anni.

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1975 - 1990
Espansione della Rete di Controllo
Uno studio condotto dall’università di Genova, per la valutazione modellistica dei diversi punti di immissione al suolo, validato e completato dal nostro laboratorio mobile per valutazione dell’aria, porta il consorzio a dotarsi di 25 stazioni, posizionate perlopiù nei luoghi di massima immissione e nelle periferie di ogni comune dell’area industriale, a tutela delle popolazioni residenti. La scelta di disporre le cabine di monitoraggio nelle aree periferiche dei comuni è stata dettata dalla necessità di evitare che le misure potessero essere influenzate da sorgenti non industriali (veicolari, riscaldamento, etc.). Inoltre, si era deciso di collocare un paio di stazioni in luoghi dove le immissioni industriali sarebbero state irrilevanti per stabilire il fondo naturale.
Le stazioni erano tutte dotate di un analizzatore per anidride solforosa e in alcune erano installati analizzatori per ossidi di azoto e polveri totali.
All’inizio degli anni 80, la rete viene ridimensionata a 12 stazioni, eliminando quelle ridondanti e liberando risorse economiche per permettere aggiornamenti tecnologici e della strumentazione e potenziamenti delle sostanze monitorate.
Contemporaneamente si costituiscono altre due reti di rilevamento della qualità della qualità dell’aria. Prima, alla fine degli anni 70, un’altra rete privata di 6 stazioni, gestita dall’ Enel e per ultimo, all’inizio degli anni 80, una rete pubblica gestita dalla Provincia Regionale di Siracusa.

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1985 - 2000
Nascita della Rete Interconnessa
A metà degli anni 80 Il polo petrolchimico di Siracusa, con un totale di 28 stazioni diventa così una delle più grandi reti di monitoraggio dell’aria in Europa. Sorge il problema però di coordinare le diverse reti di rilevamento per rendere più efficiente il monitoraggio del petrolchimico. Il 30 novembre del 1990 con la delibera del consiglio dei Ministri sono stati identificati i comuni Augusta, Floridia, Melilli, Priolo Gargallo, Siracusa e Solarino quali appartenenti all’area ad elevato rischio di crisi ambientale di Siracusa. Questa delibera impone alle autorità locali e alla Regione Siciliana di prendere in mano la situazione di emergenza ed è così che, poco dopo, nel 1991, il Decreto Regionale n. 1131, stabilisce che le reti pubbliche e private presenti nella zona, debbano interconnettersi secondo le modalità stabilite dalla rete provinciale. Si trattava all’epoca di tre reti, presenti nell’area industriale, ENEL, CIPA e PROVINCIA, e del loro continuo scambio dei dati in tempo reale. Al contempo, sempre nell’ambito della cooperazione tra le singole reti, si stabilisce un codice di autoregolamentazione delle emissioni che prevede interventi di riduzione delle emissioni al verificarsi di situazioni sfavorevoli alla dispersione delle sostanze emesse.
In questi anni, per valutare la dispersione delle sostanze, il CIPA affianca alla misura degli inquinanti, i dati meteorologici (DV, VV, TEMP, UMR, RAD) e in particolare si dota di un RASS (Radio Acoustic Sound System), uno strumento in grado di misurare il profilo verticale della temperatura per rilevare la presenza di eventuali inversioni termiche.

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2000 - 2015
Nuova Normativa e Nuovo Presidente
Mentre fino alla fine degli anni 90 la normativa sul tema dell’aria era piuttosto frammentaria, a partire da 2002 con il D.M. 60 e la sua evoluzione nel 2010 con il Dlgs 155 tuttora vigente, si cerca di dare omogeneità al settore di competenza del CIPA, una sorta di Testo Unico per la misurazione della qualità dell’aria. I decreti citati introducono limiti più stringenti, la misurazione di nuovi parametri come le polveri ultrafini PM 2.5, prescrivono processi standard per la validità del dato e considerano la valutazione della qualità dell'aria non più per singola stazione, ma per zone.
Il Cipa si adegua prontamente a quanto prescritto dalla nuova normativa, ma va oltre, dotandosi di analizzatori non previsti dalla normativa, con particolare riguardo ai composti maleodoranti. Composti questi ultimi, che pur rimanendo in basse concentrazioni, possono essere all’origine di molti dei disagi olfattivi lamentati dalle popolazioni residenti.
Se andiamo al CIPA nel 2007, dopo una gestione trentennale del prof. Giuseppe Zerbo, si insedia il nuovo presidente il prof. Salvatore Sciacca, medico e chimico, ordinario di igiene ambientale dell’Università di Catania e direttore scientifico del registro tumori della Sicilia orientale. Da sempre uno dei principali attori e studiosi del petrolchimico. Sciacca insiste sull’importanza delle certificazioni di qualità, soprattutto sulla certificazione della qualità del dato e sul rapporto con la comunità, impegnandosi costantemente nell’educazione ambientale nelle scuole.

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2015 - 2025
Il CIPA Oggi
La qualità ambientale e nel nostro caso quella dell'aria, continua ad avere un'importanza centrale nell’agenda politica nazionale ed europea. In questi cinquant'anni di misurazioni, la nostra zona industriale ha ottenuto risultati eccellenti in tema di abbassamento delle concentrazioni dei parametri normati. Composti come l’SO2, che prima era il principale agente inquinante conosciuto nel petrolchimico, non rappresentano più un problema per la nostra area di analisi. Altri parametri seppure in misure più consistenti presentano concentrazioni molto più basse rispetto ai contesti urbani e perlopiù entro i limiti della normativa vigente. Restano sfide importanti sulle sostanze odorigene e sull’informazione del reale stato di qualità dell’aria alle comunità dell’aria alle comunità.
Queste sfide sono state bene comprese dall’attuale presidente dott. Mario Lazzaro, insediatosi nel 2019, medico legale e dirigente della Sasol, una delle aziende consorziate al CIPA.
Il Presidente Lazzaro, con tutto lo staff del CIPA, hanno puntato ad implementare la reportistica giornaliera e annuale per servire la comunità e i lavoratori ricadenti nella nostra area industriale attraverso. Sempre con l’intento di informare, come alle sue origini, il CIPA si è dotato di un laboratorio mobile per il controllo della qualità dell’aria, che ha permesso di effettuare campagne di misurazione in aree non coperte della rete, in accordo con i comuni di Melilli, Augusta e Priolo Gargallo.
Il tema dell’inquinamento atmosferico è comunque in continua evoluzione. La conoscenza attuale non è ovviamente la stessa di quando il CIPA è stato fondato. Per fare un esempio calzante, guardiamo a come si è evoluta la misurazione delle polveri.
In principio i nostri analizzatori misuravano la concentrazione di polveri totali nell’atmosfera, poi la ricerca scientifica ha indicato come più pericolose le polveri ultrafini e così prima si è misurato il PM10 e dopo si è passati a misurare anche il PM2.5. Oggi ci si concentra anche sulla speciazione delle polveri, perché una eventuale presenza di metalli nelle polveri incide maggiormente sulla salute.

L’archivio
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CIPA
CIPA anni 80 Pesidente SItI - Società Italiana Igiene Medicina Preventiva e Sanità Pubblica. Ugo Gianformaggio. Presidente Confindustria Siracusa, fondatore del CIPA. Prof Giuse
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CIPA
CIPA strumentazione (3)
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CIPA strumentazione (5)
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CIPA
CIPA stazione Augusta
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CIPA
CIPA Rss diffusori acustici
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CIPA
CIPA stazione CED
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